- Alla morte di un cointestatario, la sua quota entra nell'eredità e viene congelata dalla banca.
- Dal 2026, le banche bloccheranno di norma il 50% del saldo fino alla successione.
- Il superstite può operare solo sulla propria quota, non sull'intero saldo.
- Per sbloccare i fondi agli eredi servono certificato di morte e dichiarazione di successione.
Immagina di trovarti in cucina, seduto al tavolo con una busta di carta tra le mani. All’interno ci sono i documenti del tuo conto corrente cointestato, quello che gestisci insieme a un familiare. Mentre scorri le pagine, ti chiedi cosa succederebbe ai soldi sul conto se uno dei due dovesse venire a mancare.
Cosa significa avere un conto corrente cointestato?
Un conto corrente cointestato è un conto bancario intestato a due o più persone. Può essere aperto tra coniugi, partner, genitori e figli, o anche tra soci. Tutti i cointestatari possono operare sul conto, versare e prelevare denaro, secondo le regole stabilite al momento dell’apertura.
Ci sono due modalità principali: firma disgiunta o firma congiunta. Nel primo caso, ognuno agisce in autonomia. Nel secondo, ogni operazione richiede la firma di tutti i titolari. La scelta influenza profondamente la gestione dei fondi in caso di decesso di uno dei cointestatari.
Quali diritti hanno i cointestatari in caso di morte?
Se uno dei cointestatari muore, il conto non diventa automaticamente di proprietà dell’altro o degli altri. La legge prevede che la quota del defunto entri a far parte dell’eredità e venga gestita secondo le regole della successione patrimoniale.
Chi resta in vita conserva la disponibilità della propria quota, ma non può disporre liberamente dell’intero saldo. Dal 1° maggio 2026, le banche congelano la quota del deceduto (di solito il 50%) fino al completamento della successione. È una tutela per gli eredi e serve a evitare prelievi indebiti.
Come viene gestito il saldo del conto dopo il decesso di uno dei titolari?
Dopo la morte di un cointestatario, la banca blocca la quota del defunto. Se il conto era a firma disgiunta, il superstite può continuare a operare solo sulla propria quota. Nel caso di firma congiunta, tutte le operazioni vengono sospese fino alla conclusione della pratica di successione.
La quota del defunto deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso, tramite dichiarazione di successione. Quasi sempre equivale al 50% del saldo, ma può variare a seconda degli accordi tra i cointestatari.
Quali documenti sono necessari per accedere ai fondi dopo la morte di un cointestatario?
Per sbloccare la parte di saldo spettante agli eredi, bisogna presentare in banca il certificato di morte e l’atto di notorietà. Questi attestano chi sono gli eredi legittimi. La banca verifica la documentazione e, solo dopo aver ricevuto la dichiarazione di successione, procede allo sblocco delle somme.
La procedura richiede in media 6 mesi, ma può variare in base alla complessità dell’eredità e all’efficienza degli uffici coinvolti. Fino al termine della successione, nessuno può prelevare la quota congelata. Si tratta di una misura per garantire che il patrimonio venga ripartito correttamente tra gli aventi diritto.
Ci sono differenze tra conto cointestato e conto intestato a uno solo?
Un conto intestato a una sola persona non pone problemi di successione immediata: alla morte dell’intestatario, il saldo passa agli eredi secondo le regole ordinarie. Nel conto corrente cointestato, invece, la gestione è più articolata perché coinvolge altri titolari in vita e richiede la suddivisione delle quote.
Con il conto cointestato, la presenza di più persone implica che solo la parte di saldo riconducibile al defunto entri in successione. Gli altri cointestatari, se legittimati, continuano a usare la propria quota (ma solo in caso di firma disgiunta).
Come si calcola la quota spettante agli eredi?
Secondo l’articolo 752 del Codice Civile, le obbligazioni ereditarie si dividono tra gli eredi in proporzione alle rispettive quote. Nel caso di un conto cointestato, la quota del defunto (tipicamente il 50%) viene ripartita tra gli eredi secondo le regole della successione legittima o testamentaria.
La banca applica quanto previsto dalla legge e congela solo la parte spettante al defunto. Il resto del saldo continua a essere nella piena disponibilità degli altri cointestatari, sempre nei limiti consentiti dalla modalità di firma scelta.
Quanti conti cointestati ci sono in Italia? E quanto tempo serve per sbloccare i fondi?
In Italia, circa un terzo dei conti bancari è cointestato. Questa formula piace perché semplifica la gestione familiare delle spese. Tuttavia, la morte di uno dei titolari comporta una procedura di successione che, in media, si conclude in 6 mesi.
Dal 2026, le banche sono obbligate a congelare la quota del defunto fino a successione completata. Questo significa che anche in caso di necessità, i soldi non possono essere prelevati fino al termine delle pratiche.
Cosa rischia chi preleva dopo il decesso?
Prelevare denaro dal conto dopo la morte di un cointestatario, senza aver rispettato le procedure di successione, può configurare un illecito. Gli eredi possono contestare le operazioni e chiedere la restituzione delle somme.
La banca ha il compito di vigilare e segnalare eventuali movimenti sospetti. Per evitare problemi, è consigliabile sospendere i prelievi e avviare subito la pratica di successione.
Conclusioni
Gestire un conto corrente cointestato offre comodità ma richiede attenzione, soprattutto in caso di decesso di uno dei titolari. La legge prevede che la quota del defunto entri nella successione e sia congelata fino al termine delle pratiche.
Raccogli tutti i documenti necessari, rivolgiti alla banca e rispetta i tempi previsti. Così farai valere i tuoi diritti e tutelerai il patrimonio familiare.
Francesca Moretti
Commercialista e Consulente Fiscale
Esperta di fiscalità per partite IVA e piccole imprese. Scrive guide chiare per districarsi nella burocrazia, con un focus particolare sulle agevolazioni fiscali e la pianificazione patrimoniale.
- Conto corrente cointestato in caso di morte - Blog Notaio Torinoblog.notaiotorino.org
- Gestione conto cointestato dopo morte - Avvocato Andreaninews.avvocatoandreani.it














