Immagina di sederti al tavolo della tua cucina, con la luce del mattino che filtra attraverso la finestra. Davanti a te, il tuo smartphone vibra con una notifica dalla banca: “Conto corrente a rischio chiusura”. Un brivido ti attraversa, mentre realizzi che potresti dover prendere misure immediate.
Quali conti correnti sono a rischio chiusura?
Negli ultimi anni le banche hanno intensificato i controlli sui conti correnti considerati poco attivi o non redditizi. Più di 500.000 conti sono stati chiusi nel 2022, spesso senza preavviso per chi li deteneva da tempo.
La categoria più a rischio comprende i conti inattivi, che non registrano movimenti da almeno 12 mesi, e quelli con giacenze minime o prossime allo zero. Circa il 30% dei conti rientra in questa fascia di inattività.
Le banche mostrano attenzione anche verso i conti che generano costi di gestione superiori ai ricavi, come quelli privi di accredito stipendio o di utilizzo regolare di servizi accessori. Se il tuo conto non viene usato per pagamenti, bonifici o prelievi da tempo, potresti far parte degli utenti osservati speciali.
Come verificare se il tuo conto è tra quelli interessati?
Non sempre ricevi una comunicazione chiara e tempestiva dalla banca. Tuttavia, puoi controllare in autonomia la situazione accedendo all’area personale del tuo internet banking o recandoti in filiale.
- Verifica l’assenza di movimenti negli ultimi 12 mesi.
- Controlla eventuali comunicazioni ricevute tramite email, posta o app.
- Consulta il saldo: giacenze troppo basse o nulle sono un campanello d’allarme.
Le banche devono avvisare i clienti almeno 60 giorni prima della chiusura del conto, ma la scadenza da tenere d’occhio quest’anno è il 30 aprile. Entro tale data, molte banche procederanno con la chiusura automatica dei conti inattivi.
Cosa fare se il tuo conto è a rischio di chiusura?
Se hai ricevuto un avviso o hai dubbi sulla situazione del tuo conto, puoi intervenire subito per evitare la chiusura. La prima cosa da fare è effettuare un’operazione, anche minima: un bonifico, un versamento o un pagamento possono essere sufficienti a mantenerlo attivo.
Contatta la tua filiale o il servizio clienti per chiedere chiarimenti. Puoi anche valutare di spostare fondi o domiciliare utenze, rendendo il conto più “vivo” agli occhi della banca.
Nel caso tu decida di non mantenere il conto, preleva il saldo residuo e assicurati che tutte le operazioni pendenti (pagamenti, addebiti automatici, accrediti) siano trasferite su un altro conto prima della chiusura definitiva.
Quali sono le conseguenze della chiusura di un conto corrente?
La chiusura di un conto corrente non comporta problemi gravi, ma può causare disagi se non sei preparato. Addebiti ricorrenti, pagamenti di bollette o accrediti di stipendio potrebbero andare persi o essere respinti.
Potresti ritrovarti senza uno strumento indispensabile per la gestione quotidiana delle tue finanze, soprattutto se il conto era collegato a carte, servizi online o investimenti. La riapertura di un nuovo conto richiede tempo e, a volte, costi aggiuntivi.
Ricorda che, in caso di saldo positivo, hai diritto a recuperare le somme residue, ma occorre agire rapidamente per evitare complicazioni burocratiche.
Come scegliere un conto corrente più adatto alle tue esigenze?
Se il tuo conto attuale non risponde più alle tue necessità o rischia la chiusura, valuta le alternative disponibili sul mercato. Oggi esistono soluzioni pensate per chi cerca zero spese, operatività digitale o servizi specifici.
- Analizza le tue abitudini: usi spesso il bancomat, l’app o hai bisogno di servizi particolari?
- Confronta i costi fissi e le commissioni applicate.
- Verifica la presenza di promozioni, agevolazioni per accredito stipendio o carta di debito inclusa.
- Considera la facilità di apertura e gestione online, se preferisci evitare la filiale.
Molte banche offrono conti base a canone zero se soddisfi determinati requisiti, come l’accredito di stipendio o pensione. Altre puntano su servizi digitali e app di gestione avanzate.
L’importante è scegliere un conto che si adatti davvero al tuo stile di vita, evitando prodotti troppo complessi o costosi rispetto alle tue esigenze reali.
Perché controllare il conto entro il 30 aprile
La scadenza del 30 aprile segna il termine entro cui molte banche effettueranno la chiusura dei conti inattivi. Agire per tempo ti permette di evitare interruzioni nei pagamenti e di gestire in autonomia il trasferimento delle tue finanze.
Un semplice controllo può salvaguardarti da sorprese poco gradite. Se il tuo conto corrente presenta pochi movimenti o non viene utilizzato da mesi, verifica subito la sua situazione.
Non aspettare l’ultimo momento: bastano pochi minuti per evitare complicazioni e mantenere il pieno controllo delle tue risorse.
Ricapitolando: come proteggere il tuo conto
- Effettua almeno una operazione all’anno per mantenerlo attivo.
- Rispondi tempestivamente alle comunicazioni della banca.
- Pianifica il trasferimento di addebiti e accrediti, se necessario.
- Valuta se il conto risponde ancora alle tue esigenze attuali.
Le banche stanno diventando più selettive e attente a ridurre i costi di gestione. Tu puoi agire in modo proattivo, scegliendo la soluzione migliore e prevenendo qualsiasi disagio.
Prendersi cura del proprio conto corrente è semplice: basta monitorare i movimenti, essere informati sulle scadenze come quella del 30 aprile e scegliere un prodotto bancario che ti accompagni davvero nella vita di tutti i giorni.
Francesca Moretti
Commercialista e Consulente Fiscale
Esperta di fiscalità per partite IVA e piccole imprese. Scrive guide chiare per districarsi nella burocrazia, con un focus particolare sulle agevolazioni fiscali e la pianificazione patrimoniale.














