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Divieto di circolazione nei giorni festivi: come verificare le eccezioni e risparmiare tempo e denaro

📅 11 Agosto 2026✍️ di Alessandro Crotti⏱️ 5 min di lettura

Mi è capitato di recente di ricevere una telefonata da un lettore che si era trovato una multa da 87 euro sulla scrivania perché aveva circolato in centro città durante una domenica d’agosto. Non sapeva di essere in un’area soggetta a divieto, non aveva mai sentito parlare di eccezioni e, soprattutto, non immaginava che quella scappatella gli sarebbe costata così cara. È un caso che sento ripetere almeno una volta alla settimana da chi frequenta le mie discussioni in garage: il divieto di circolazione nei giorni festivi è una misura che confonde molti automobilisti, sia perché le regole cambiano da città a città, sia perché le eccezioni sembrano tante quanto le regole stesse. In questo articolo voglio condividere con voi quello che ho imparato negli anni, partendo dalle situazioni concrete che incontro quotidianamente.

Cosa sono i divieti di circolazione nei giorni festivi

I divieti di circolazione nei giorni festivi rientrano nella categoria dei blocchi del traffico, misure adottate da molti comuni italiani per ridurre l’inquinamento e alleggerire il carico veicolare durante i periodi festivi e, spesso, anche durante le fasi critiche dell’anno. Questi divieti si applicano generalmente a veicoli con determinate caratteristiche, come gli Euro 0, Euro 1 e, in alcuni casi, fino agli Euro 3.

La questione che genera maggiore confusione è che non esiste un protocollo nazionale unico. Ogni comune decide autonomamente come, quando e a chi applicare le restrizioni. Milano, Roma, Torino, Bologna: ciascuna città ha regole diverse, orari diversi e categorie di veicoli esenti diverse. Questo significa che guidare in una festività può essere sicuro in una città e sanzionabile in un’altra a pochi chilometri di distanza.

Da anni seguo le normative locali e devo dire che la cosa più frustrante è che queste informazioni spesso non arrivano agli automobilisti. Ho visto gente multata perché non sapeva del divieto, nonostante i cartelli fossero presenti. Il problema è che molti di noi passano di fretta, non leggiamo con attenzione la segnaletica stradale quando siamo concentrati nel guidare.

Come verificare le eccezioni nella tua città

La strada più veloce e affidabile è andare sul sito del vostro comune di residenza o della città dove vi serve circolazione. Nella sezione viabilità o traffico, cercate la voce relativa ai “blocchi del traffico” o “divieti di circolazione”. Troverete un elenco dettagliato di date, orari e categorie di veicoli interessati.

Un secondo step importante è contattare direttamente la polizia locale o il numero verde del comune. Mi è capitato di telefonare al comando della polizia locale a Milano per chiarire se il mio furgone rientrava nelle eccezioni per trasporto merci: in cinque minuti ho avuto la risposta che cercavo, senza dubbi. Non abbiate paura di fare questa telefonata.

Esistono anche app ufficiali e siti specializzati che monitorano i blocchi del traffico in tempo reale. “Traffic Radarbot” e “Waze” forniscono informazioni aggiornate, anche se la fonte più affidabile rimane sempre il sito ufficiale del comune. Un’altra risorsa utile è consultare il vostro certificato di circolazione: contiene tutte le informazioni sulla classe ambientale del vostro veicolo, informazione cruciale per sapere se siete interessati dal blocco.

Le eccezioni più comuni e spesso dimenticate

La cosa che noto con maggiore frequenza è che gli automobilisti non conoscono le eccezioni. Quasi tutti i comuni prevedono esenzioni per categorie specifiche: veicoli di emergenza, taxi, veicoli per disabili, mezzi pubblici. Ma ci sono eccezioni meno ovvie.

In molte città, i veicoli Euro 4 e superiori hanno diritto a circolare anche in caso di blocco. Alcuni comuni concedono deroghe per motivi di salute certificati o per lavoro. Ho assistito a discussioni interminabili tra amici che non sapevano che con un certificato di invalidità, il loro veicolo poteva circolare liberamente. Un altro caso frequente riguarda i conducenti che si spostano per necessità lavorative: molti comuni consentono la circolazione con documentazione specifica, ma bisogna saperlo e, soprattutto, bisogna averla con sé al momento del controllo.

Qui entra in gioco la [[Regolamentazione del traffico urbano|Regolamentazione del traffico urbano]]: ogni comune ha autonomia decisionale, ma deve comunque rispettare criteri generali di equità e proporzionalità. Questo significa che le eccezioni devono essere motivate e comunicate chiaramente.

Come risparmiare tempo e denaro: i consigli operativi

La prima cosa che faccio io, e che consiglio a tutti, è creare un promemoria sul telefono per le date critiche. Segnate sul vostro calendario le festività principali e, una settimana prima, fate una ricerca veloce sui blocchi previsti. Cinque minuti di ricerca oggi vi evitano una multa domani.

Secondo: stampate o salvate le eccezioni specifiche per il vostro veicolo. Se avete un’auto Euro 4, sapere esattamente quali città la consentono durante i blocchi vi evita dubbi al momento del viaggio. Portatevi sempre una copia del certificato di circolazione, non per legge, ma per avere a portata di mano la classe ambientale del vostro veicolo nel caso di controllo.

Terzo: se ripetute volte dovete circolare in una città con frequenti blocchi, chiedetevi se convenga ricorrere al Trasporto pubblico|trasporto pubblico o organizzarvi diversamente. So che non è sempre possibile, ma a volte una modifica al vostro itinerario o agli orari può farvi evitare completamente il problema. Un collega che lavora a Milano ha cambiato i suoi orari di rientro: esce la sera dopo il blocco del pomeriggio e arriva a casa contemporaneamente, evitando stress e rischi di multa.

Gli errori da evitare sono principalmente due: non controllare mai e affidarsi a quello che dicono gli amici. Ho visto persone pagare multe perché qualcuno aveva detto loro “ah, lunedì non c’è blocco”, quando invece era stato proprio lunedì a essere interessato dalla misura. Controllate sempre da fonti ufficiali.

Il momento dei controlli e cosa fare se beccati

Se venite fermati durante un blocco senza le giuste autorizzazioni, rimanete calmi. La multa è generalmente tra i 157 e gli 627 euro, a seconda della gravità e delle circostanze. Chiedete educatamente al vigile di vedere l’ordinanza e il vostro foglio di multa. Controllate che i dati siano corretti e che il divieto fosse effettivamente in vigore in quella data e ora.

Avete il diritto di ricorso entro sessanta giorni. Se ritenete che la multa sia ingiusta, potete ricorrere in comune oppure rivolgervi a uno studio legale specializzato in diritto amministrativo. Nella mia esperienza, i ricorsi hanno spesso successo se riuscite a dimostrare che le informazioni sui divieti non erano sufficientemente chiare o che appartenete a una categoria esentata.

La strada giusta è sempre quella della prevenzione: un quarto d’ora di ricerca preventiva vi farà risparmiare soldi, stress e tempo in burocrazia. Credetemi, l’ho imparato sulla mia pelle.

Alessandro Crotti

Alessandro ha trascorso numerosi week-end a seguire rally amatoriali e si è ritrovato ad aiutare amici e parenti con revisioni, bollo auto e cambi di residenza. I suoi articoli nascono dalle discussioni tra appassionati in garage e dalla volontà di semplificare pratiche spesso trascurate.